Pages

.

Showing posts with label anniversari. Show all posts
Showing posts with label anniversari. Show all posts

due anni esatti dalla mia "rinascita"...

molti quando guardano il mio tatuaggio, soprattutto chi conosce la mia storia, mi domandano come mai io abbia scelto di imprimere sulla mia pelle, accanto all'araba fenice,  proprio la data di quando ho finito la chemio per rappresentare la mia "rinascita interiore".  infondo non è stata l'ultima terapia che ho affrontato.. c'è stata anche la radioterapia  che anche se è durata solo 13 giorni, ha portato anche lei qualche spiacevolissima conseguenza e che è finita il
26 novembre 2011.





 poi c'è stato un altro ricovero più o meno corto  a causa della candida provocata dalla radioterapia e li, proprio dopo avere incontrato Andrea, ora uno dei tanti angeli del reparto (questa è la pagina dell'associazione che sua mamma ha aperto per combattere contro la leucemia infantile http://www.insiemeadandreasipuo.org/) , sono stata dimessa il 3 dicembre 2011.


 
finalmente ho finito ogni tipo di terapia e il 5 gennaio 2012, entro definitivamente in stop terapia.

come vedete sono un po' le date che avrei potuto imprimere sulla mia pelle.. specialmente l'ultima.. quella in cui finalmente sono tornata alla mia vita di sempre eppure... una parte di me ha sempre saputo che sarebbe stato giusto così.
la chemioterapia è stata quella con cui tutto ha avuto inizio e quella che ha avuto maggior peso nella mia guarigione. 5 mesi contro 13 giorni di radioterapia.
la data di fine chemio per me ha un significato troppo importante, quel 4 ottobre 2011, io mi sentivo finalmente libera. la mia mente viaggiava già due mesi più avanti.. a quando sarebbero spuntati timidi i primi capelli ( molto più simili a peli di gatto che a capelli ma che emozione!!),


 a quando sarei ritornata a scuola tra i miei compagni, a quando avrei rimesso per la prima volta il mascara dopo che mi sarebbero ricresciute le ciglia... pensavo a quando sarei riuscita a camminare e fare le scale in modo sciolto senza che la chemio comandasse sul mio corpo e le mie capacità motorie.. volevo poter bere un bicchiere di  birra in compagnia senza che il cortisone mi provocasse ulcere allo stomaco e bruciori pazzeschi la notte.. volevo finalmente tornare me stessa e vi assicuro, che sapere che da quel momento in poi, nessuna schifosissima sostanza passerà più nel vostro sangue, vi farà sentire le persone più felici di questo mondo.

oggi, 4 ottobre 2013, sono due anni esatti che ho provato queste e mille altre sensazioni.
vorrei scrivere molte cose, ma va bene cosi.. credo che il post che ho scritto l'anno scorso abbia reso fin troppo bene l'idea di cosa abbia significato per me tutto questo.. ..http://ilbuiodellanotte.blogspot.com/2012/10/dal-diario-della-chemio-lultimo.html

oggi, è anche un anno e un giorno  che ho il mio amatissimo tatuaggio... e a chi mi chiede in continuazione: "ma non te ne pentirai?" io rispondo che, a distanza di un anno, ne sono sempre più innamorata, lo custodisco gelosamente come fosse un diamante perché mi ricorda costantemente la ragazza forte che sono stata, e la ragazza "rinata" che sono ora. e come faccio a pentirmene??!




  ....la  mia battaglia  è iniziata quando avevo solo 16 anni; fra tre mesi ne compirò 19 ed oggi, sono 24 mesi da quando mi sono ripresa la mia vita!



 
reade more... Résuméabuiyad

anniversario prima chemio

era il 4 maggio 2011, mi sono svegliata piuttosto presto quella mattina e dal tragitto da casa all'ospedale mi balenavano in testa mille ed una domande a cui non sapevo bene dare una risposta.
arrivo in dh per l'emocromo e subito dopo mi fanno scendere in medicina nucleare per eseguire una TAC-PET total body  ( che esame odioso!!) che ho fatto esattamente sei ore dopo essere arrivata in medicina nucleare perchè le infermiere del dh poco prima mi avevano dato UNA caramella (ed io essendo la prima volta e non sapendo che la PET misura proprio il glucosio.. me la sono lasciata dare.) cosi, dopo sei ore per smaltire lo zucchero nel sangue, ho fatto questo esame.
mi hanno attaccata ad una flebo con glucosio che ho tenuto per circa due ore prima di entrare in quella macchina infernale..
"se senti un po' di caldo è il mezzo di contrasto" mi ha detto un'infermiera di medicina nucleare... e poco dopo ho sentito un calore pazzesco interno al corpo salirmi dai piedi fino alla testa.
dopo questo esame, verso le 5 del pomeriggio di quel giorno di fine settimana, salgo finalmente in reparto e mi danno una stanzetta tripla che poche ore dopo si sarebbe riempita con latri due ragazzi.

appena salita in stanza mi sono sistemata sul letto, ho aperto il computer per far sapere a chi me lo chiedeva che  per ora andava tutto bene e  ricordo che una compagna di classe in un messaggio privato mi ha scritto: "forza che sei una ragazza forte! ti regalerò un mantello con scritto "Super Debby" e  non nascondo che mi sono fatta una risata al pensiero di me con il tubo della flebo attaccato al braccio e il mantello da "super Debby" sulle spalle ma ho provato anche tanta gratitudine in chi  come lei, cercava a suo modo di starmi accanto. poi ho cominciato a fare dei bei respiri profondi e dopo pochi minuti entra in stanza la  dottoressa  che  guardandomi mi ha detto una frase che credo non scorderò mai da qui fino a quando avrò memoria: "Debora, fatti forza che certe situazioni aiutano a crescere. vorrà dire che diventerai DONNA prima del tempo."

poche ore dopo mi attaccano immediatamente alla pompa di infusione ( 4 litri di quella.. "cosa" infernale) e poi pastiglie su pastiglie  di cortisone( già pochi giorni dopo cominciavo a sentire le guance che "tiravano" e  la classica "faccia a luna" che il cortisone provoca) , di procarbazina, di allopurinolo per proteggere i reni e di anti nausea.
le mie amiche ed i miei parenti venivano a trovarmi  e si spaventavano un po a vedermi con quei fili attaccati alle braccia ma io li rassicuravo. per ora mi sentivo "bene".
anche la nausea grazie a Dio non mi è mai venuta con la prima terapia di ogni ciclo (ciclofosfamide)  era quella che dicevano avrebbe dato più problemi ed invece io stavo da cani  e vomitavo sempre e solo con ogni "rossa."

di quei tre giorni di ricovero ho ricordi un po sfumati dal tempo che forse l'inconscio ha preferito accantonare ma una delle poche cose che mi ricordo oltre a quelle appena dette, è stato l'ingresso di altri due ragazzi nella mia stanza, tutti e due malati di leucemia.. una bambina straniera con sua mamma ed un ragazzo poco più grande di me.
li scrutavo da lontano e provavo ad immaginare a quale punto fossero del loro percorso. la bambina accanto al mio letto era evidente fosse sotto chemio già da parecchi mesi, vomitava frequentemente perchè non riusciva più a reggere la terapia, era calva, pallida e stanca. il ragazzo di fronte al mio letto invece, aveva ancora tutti i capelli e sicuramente sarà stato all'inizio del percorso.
li guardavo, soprattutto la bambina e cercavo di immaginare se mi sarei mai sentita davvero tanto male come stava male lei... volevo capire quando avrebbero cominciato a cadermi i capelli  per cercare di "prepararmi psicologicamente" ( come se ad una cosa del genere si potesse essere preparati) e ogni tanto capitava che andavo in bagno e con la mano che non era "bloccata" dal filo della flebo, pettinavo i miei ricci e provavo a vedere se mi sarei trovata le ciocche sulla spazzola.
dopo quei tre giorni di ricovero vengo dimessa in attesa di incontrare per la prima volta la "rossa", la settimana dopo.
e cosi me ne vado a casa, con il mio diario rosso con segnati tutti i medicinali da prendere e le terapie effettuate e con mille dubbi ed incertezze riguardo a quello che sarebbe potuto succedere nei mesi a venire.. ma con quelle parole della dottoressa che mi fluttuavano nella testa: ".. diventerai donna prima del tempo..." e adesso, a distanza di due anni posso aggiungere una frase che ho sentito da un film ma che rispecchia molto come mi sento ora se ripenso al periodo  pre- malattia:
"prima ero come nella gabbia di quando non vivi,come da bambina.. quando devi scoprire ancora tutto. non ti accorgi della bellezza delle cose, non le vedi. io invece adesso me ne accorgo! adesso la  vita non mi frega più cazzo!"

reade more... Résuméabuiyad

anniversario dolce-amaro.

oggi, 28 Aprile di due anni fa mi veniva comunicata la diagnosi di tumore.
tutti quei momenti precedenti e anche antecedenti alla fatidica data sono impressi nella mia mente come ricordi molto molto chiari.
mi ricordo quel giorno di metà aprile e la corsa al pronto soccorso.. quella "massa" sospetta di 11 cm tra i due polmoni e altre più piccole nel collo che mi deviavano la trachea senza farmi respirare e deglutire bene, quei valori del sangue sballatissimi che se andavo avanti un altro po' cosi, mi dovevano trasfondere sangue d'urgenza ( avevo meno di 9 di emoglobina e  i globuli bianchi  e la VESS cresciuti all'impazzata),  mi ricordo della prima entrata in reparto, quando ancora dovevano essere fatti tutti gli accertamenti del caso ed io ero  ignara di tutto.. l'impressione che ho avuto la prima volta che ho messo piede nel reparto di ematologia pediatrica non è stata delle migliori.  mi ricordo che ero spaventata e avevo paura perchè vedevo tutti questi bambini senza capelli che giravano per i corridoi sempre con il sorriso sulle labbra ed io che mi sentivo quasi fuori luogo a girare per i corridoi sfoggiando la mia chioma nera molto lunga e ricciolona, senza flebo attaccate al braccio ma ammettiamolo, con una grande e fottuta paura di fare la stessa fine di quei bambini.

di quei momenti mi ricordo le chiacchierate con la madre della mia migliore amica che lavora in ospedale e che appena poteva saliva a trovarmi.. e cosi capitava pure che mi portasse con la sedia a rotelle in giro per l'ospedale per i vari esami parlando del più e del meno.
mi ricordo la biopsia del linfonodo sovra- claveare destro con conseguente cicatrice che ancora oggi ho sul collo ma che mi ricorda costantemente la guerriera che sono stata , l'aspirato del midollo dalle creste iliache e quel drenaggio fastidiosissimo che è stata parte integrante di me per ben due giorni fino a che l'otorino non è arrivato e me lo ha letteralmente strappato dal collo mentre mi facevo forza stringendo la mano alla dottoressa ( sensazione orrenda!) e quello stordimento pazzesco post-anestesia...
come dimenticarsi anche  delle visite che mi facevano quasi ogni giorno le mie migliori amiche.. di come mi facevano sentire a casa mia nonostante fossi in un letto di ospedale e non potessi nemmeno aprire le finestre perchè le camere erano anti-settiche.
loro mi facevano stare bene anche in quella situazione. un ricordo che mi è rimasto impresso è stato quando di nascosto hanno rubato due guanti da infermiere e li hanno gonfiati come palloncini per poi chiuderli con un nodo e scriverci su due dediche davvero bellissime . o ancora quando guardandomi negli occhi e rassicurandomi prima dell'operazione mi hanno detto: "la prossima volta che ti verremo a trovare all'ospedale sarà solo quando avrai degli splendidi bambini" ... poi non fu esattamente cosi ma non importa.

poi mi ricordo le dimissioni in attesa del referto... mi sentivo un po' più sollevata e libera in un certo senso ma avevo comunque l'ansia costante che l'ospedale mi chiamasse..
ed infine i miei ricordi arrivano proprio li. al 28 aprile 2011 erano circa le 15/16 di pomeriggio.
arrivarono due dottoresse molto gentili che presero me ed i miei genitori distintamente ( avrei voluto vedere la reazione dei miei al momento, non lo nascondo)e guardandomi negli occhi mi dissero molto tranquillamente e rispettosamente la diagnosi. mi dissero delle terapie che avrei dovuto  affrontare ( io che la chemio la sentivo nominare solo quando mio padre parlava del tumore di mia nonna scomparsa nel 2001) ed ero spaventata per i miei ricci, per lo sport che amavo e che dopo sei anni avrei dovuto lasciare perchè mi dissero che sarei stata davvero tanto stanca... mi parlarono dei ricoveri settimanali obbligatori ( e intanto pensavo alla sempre più vicina estate e a me che probabilmente sarei dovuta stare a Monza tutto il tempo.. cosa che per fortuna non fu del tutto cosi) mi dissero che avrei finito a novembre e mentre pensavo   che eravamo solo ad aprile mi sentivo male.

poi i mesi passarono, le complicazioni si fecero molte di più d' una semplice stanchezza, nausea ed alopecia come avevano tentato di raccontarmi quel giorno di aprile, eppure oggi sono qui. due anni dopo a chiedermi: ma come caspita ho fatto ad affrontare tutto questo?" come facevo ad essere tanto forte dentro, proprio io che odiavo gli aghi, i prelievi e le procedure più invasive.? come facevo ad  affrontare  il dolore fisico e morale con cosi tanto  coraggio.. io, che avevo appena 16 anni.?
adesso, a distanza di due anni me ne rendo davvero conto. è stato grazie a me stessa e alla mia forza, si, ma anche e soprattutto a chi ha avuto la forza e l'impegno di starmi accanto nei mesi più brutti. quando odiavo tutti, avevo l'umore sotto i piedi,  avevo fame  a causa del cortisone e la mia vita era divisa tra casa ed ospedale.
un grazie speciale va alla mia famiglia, alle mie migliori amiche, ai medici, alle infermiere/i ed alle associazioni che si impegnano costantemente a mantenere il sorriso dei bambini/ ragazzi con iniziative sempre più entusiasmanti.
un grazie speciale va a tutti loro. perchè se oggi sono già  1 e  1/2 in meno al  traguardo dei fatidici 5 anni è solo merito di queste fantastiche persone e della voglia di  vivere e di lottare che ogni giorno mi hanno trasmesso.



ps: ho precedentemente pianificato questo nuovo post in modo che voi possiate vederlo oggi stesso anche se io sono in America da qualche giorno...un grande saluto da New York!!!
Debora
reade more... Résuméabuiyad

primo compleanno del blog!

esattamente un anno fa è nato questo blog.
è nato in un momento per me difficile.. difficile perchè  uscita da un periodo molto brutto della mia vita da appena un mese, ho dovuto combattere con delle emozioni ogni giorno contrastanti.
provavo quella fantastica sensazione di libertà e di voglia di tornare al più presto alla normalità e allo stesso tempo il ricordo crudo, tangibile, forte, lucido di tutto quello che avevo passato e che non mi faceva dormire la notte.
queste emozioni cosi contrastanti tra di loro non riuscivano a trovare un senso logico, un filo conduttore che potesse metterle d'accordo o per lo meno farle convivere.
mi svegliavo la notte piangendo;  mi guardavo allo specchio  attraverso quell'immagine riflessa, quella realtà sbattuta in faccia, e non mi riconoscevo più. riuscivo solo a intravedere un corpo devastato completamente dalla chemio e nient'altro. la Debora di 7 mesi prima sembrava essere sparita nel nulla. eppure ero io. cacchio ero io!
a giudicare dall'aspetto che avevo e soprattutto dall'umore, cominciavo ad avere seri dubbi su come sarei riuscita ( se sarei riuscita!) a ritornare la ragazza di prima.
invece poi è stato tutto cosi naturale e semplice....

un anno fa, dopo che da parecchi mesi ormai seguivo i blog di Romina, Gabriele  e di tanti altri/e "cancer blogger", mi sono decisa ad aprirne uno anche io. cosi, su due piedi. senza davvero comprendere fino in fondo i benefici che la blog terapia ( perchè di questo si parla. di una vera e propria terapia e chi dice il contrario  è perchè fortunatamente non ha mai provato) con il tempo mi avrebbe dato.
in un anno sono stati più di 90 i post che ho scritto ed in tutti e 90 ho scritto un pezzo della mia storia, della mia vita, della mia quotidianità. in quello che scrivo  racchiudo il mio pensiero, la mia vita e molto altro come  parte integrante di me.
è difficile mettere nero su bianco quello che in questo momento sto provando perchè le emozioni sono talmente forti che spiegarle mi viene difficile...
 in un anno di vita di questo blog, in un anno che tanti di voi mi seguono, in 14 mesi che ho  davvero ripreso in mano la mia vita dopo l'ultimo ricovero, sono la donna più serena di questo mondo. 
ogni passo verso la normalità che ho fatto in questi 14 mesi è stato un passo meraviglioso, un passo in più verso quell' "aria" che volevo tornare a respirare di nuovo..
certo, a volte il pensiero di quei giorni ritorna e con loro anche quel senso di colpa che quasi si prova ade essere cosi felici di stare bene quando molti tuoi compagni di avventura non ce l'anno fatta .. Ed é Una sensazione che non cambierá Mai. Nonostante tutto cerco di andare avanti e di essere felice.
 insomma, il pensiero di quello che ho passato è nitido nella mia mente e certamente non lo dimenticherò mai, nemmeno a distanza di tempo, perchè è grazie a questa esperienza che sono diventata la guerriera che sono ora  ma è pur vero, che  più passa il tempo e questo ricordo si fa lontano, più riesco a far spazio nella mia vita  alla normalità vera. riesco a far spazio ai  progetti futuri riguardo alla mia voglia  incommensurabile di diventare medico, riguardo al mio volontariato in croce rossa  e molto altro.
adesso sono davvero felice perchè la mia vita è cambiata in meglio dopo l'esperienza che ho avuto.. non smetterò mai di ripeterlo e se provo a pensare a come sarebbe andata se non fosse mai accaduto nulla di tutto ciò penso che  mi sarei persa le cose migliori della vita.( anche se la maggior parte delle persone crede che ci sia solo il lato negativo). non sto ringraziando la malattia, attenzione. perchè da qui a benedirla ce ne vuole. dico semplicemente che mi ha aiutata a diventare quella che sono ora.
 dopo un anno e un  mese dalla mia "rinascita"  sono piena di progetti, di attività e progetti futuri per mantenermi viva ed apprezzare la vita in tutte le sue sfumature.
e  ho notato che questa è una cosa che accomuna molti ex malati...il fatto di voler fare mille e mille cose insieme come se non volessimo sprecare nemmeno un secondo di quelli che ci sono stati dati ( roba da far arrabbiare i miei genitori che tante volte mi vorrebbero un po più "tranquilla" ma infondo.. che ne sanno. mi sono stati accanto, si, ma non capiranno mai la fantastica sensazione che si prova a  riprendere in mano la propria vita e  poi avere quella voglia pazzesca di viverla a pieno)
insomma, sono qui, un anno dopo che guardo dritta al futuro respirando quell'aria che tanto ho cercato.

auguri blog.

reade more... Résuméabuiyad

più forte mentre gli anni passano..

questi giorni per me sono veramente impegnativi! tra i principali motivi ci sono i preparativi per la mia festa di compleanno ( ehssi! l'11 alle 22:50 compio esattamente 18 anni) che terrò insieme alla mia migliore amica che compie gli anni il 13.
dovrei essere emozionata sotto un certo punto di vista.. cavolo 18 anni. uno si immagina di passare quella linea di confine che lo separa dall'essere adolescente all'essere adulto; si sente più grande, maturo, responsabile di se stesso.

 anche se personalmente  posso dire  di essere  matura, più consapevole, più "grande" già da due anni ormai, più precisamente  da quando mi sono ammalata.

è stato in quel momento che mi sono resa conto che la maturità non si raggiunge solo ed
esclusivamente ad un'età pre- stabilita ma si può raggiungere in qualsiasi momento. nel mio caso, dopo un'esperienza talmente forte che da quel momento in poi non potevo più essere quella che ero stata.
all'inizio di tutto il mio percorso sapevo che sarei diventata più forte, più matura.. insomma, sapevo che sarei cambiata in positivo, che la mia vita sarebbe cambiata in positivo( si, anche dopo un'esperienza del genere.. anche quando non lo si crede possibile) ma non immaginavo di poter cambiare cosi tanto!

dicono che non si può rinascere.. forse non carnalmente ma spiritualmente si può eccome! da due anni a questa parte  sono "un'altra persona" e chi mi conosce lo conferma. io stessa lo confermo e non è cosa da poco se contate che molti giovani e non, difronte ad un cambiamento positivo o negativo che sia del proprio carattere/ della propria personalità, il più delle volte non ci fa caso proprio perchè questo cambiamento è graduale nel tempo.. ma quando ti succede qualcosa di cosi spaventoso come ammalarsi di cancro, non hai nemmeno più il tempo di cambiare gradualmente. diventi maturo e consapevole tutto di un botto.

attenzione, non dico di essere una donna vissuta al cento per cento. sono solo una ragazzina in fin dei conti però già il fatto di essere diventata più consapevole, più "grande" sotto determinati aspetti, fa di me una ragazza fiera di essere quella che è.



ps: poi vi farò un mini- post su come è andata la festa e sui regali ricevuti!




reade more... Résuméabuiyad

dal "Diario della chemio", capitolo 2: l'ultimo incontro con la "BIG rossa"


4 OTTOBRE 2011


arriva il giorno piu atteso da quando ti viene comunicata la diagnosi..

 la sera prima vai a dormire consapevole che la mattina dopo ti dovrai svegliare presto e dovrai essere di nuovo in quell'ospedale e un po  ti viene l'ansia ma sei lo stesso contenta  e  ti senti quasi stupida ad essere cosi felice... insomma, cosa c'è di tanto bello in una chemioterapia? è lo stare per arrivare al traguardo che rende tutto cosi bello.

la mattina arrivi, fai il solito prelievo, ti viene inserito il solito ago canula nel braccio per la flebo... le infermiere ti salutano con un sorriso ancora  piu grande oggi.
poi arriva la dottoressa che ti visita,  ti dice che va tutto bene, ti chiede il diario rosso per scriverti i valori del sangue e ti dice: "ci vediamo dopo".

oggi l'attesa è piu lunga del solito, forse perchè sai che sarà l'ultima chemio ma hai veramente l'impressione che il tempo non finisca piu e nell'ansia cominci ad alzarti dalla poltrona dove fino ad ora ti eri messa ad ascoltare musica mentre tua madre sempre accanto a te sta leggendo una rivista.
cominci a pensare che di questo passo le infermiere ti chiameranno domani mattina per attaccarti a questa benedetta flebo! e decidi che nell'attesa farai avanti e indietro per il corridoio del DH  cosi magari passi il tempo e intanto provi una sensazione strana mai provata prima. ti rendi conto che questa è l'ULTIMA volta che il tuo corpo  starà tanto male da desiderare di lasciarsi andare ..  hai in circolo   quell'adrenalina pazzesca  che provavi solo   con la tua squadra di pallvolo prima di un campionato. no, ancora meglio.
sei felice, ti manca il respiro e il cuore è a mille, ti sudano le mani, sei nervosa e dici a te stessa di calmarti.
incroci le infermiere, gli chiedi per quanto ancora dovrai aspettare e loro ti dicono di avere pazienza perchè hanno ancora tanti bambini da seguire.
arrivano le 12:00 di quel giorno di ottobre, ancora nulla. la dottoressa passa e si stupisce che tu sia ancora li ad aspettare e va a sollecitare le infermiere.
arrivano le 12:30.. ecco, forse ci siamo.
"Deboraa!" sento l'infermiera che mi chiama.
entro a testa alta, come un' eroina che sta per l'ultima volta andando a combattere con  la "BIG rossa"..
ed eccola li... in quella boccetta plastificata e ricoperta di stagnola perchè è fotosensibile .. la guardi per l'ultima volta.
l'infermiera è la stessa che ti ha visto per la prima volta quella sera al pronto soccorso ancora del tutto ignara della crudeltà che il destino ti avrebbe riservato.
dopo i farmaci somministrati con la  siringa comincia la vera e propria infusione.  il tubicino della flebo si colora prima di rosa poi piano piano di arancione e... avanza verso di te quella sostanza micidiale.
"ecco, ci siamo, è entrata" dici a te stessa.
quasi non ti accorgi del passare del tempo perchè intanto la tua mente è presa a pensare che finalmente sei libera!
l'infusione finisce dopo una mezz ora e ti staccano. ti tolgono l'ago della flebo e la dottoressa e l'infermiera ti dicono:" brava, dai che era l'ultima!".
ti mettono un cerottino sul braccio che dovrai tenere per un po schiacciato, ti salutano e ti dicono: "ci vediamo settimana prossima per i controlli".
esci dalla porta del DH. non ti giri nemmeno, vai dritta, fiera, felice, con quella fantastica sensazione  di libertà da quella brutta malattia. "ce l'ho fatta" ripeti a te stessa.
sai che a casa saranno dolori atroci per due settimane ma sei contenta. sarà l'ultima volta.


4 OTTOBRE 2012......      ed è già passato un anno.






reade more... Résuméabuiyad

ero in procinto di intraprendere la battaglia pi grande della mia vita e nemmeno lo sapevo!


è ormai passato  un anno da quando sono stata ricoverata per la prima volta in ospedale e successivamente mi è stata  comunicata la diagnosi..
 naturalmente la mia mente ripercorre tutto il mio percorso clinico di quelle settimane ricordandone l'ansia dell'attesa, i dolori e le paure.
mi ricordo che  tutto è cominciato un giorno di aprile, quando  mia madre mi ha portato al pronto soccorso  san Gerardo ( famoso ospedale della mia città) perchè da qualche mese a quella parte mi ero accorta di avere il collo gonfio e di fare fatica  a respirare perchè sentivo una sorta di peso all' altezza dei polmoni.
bene, entro nella stanza e guarda caso erano presenti di turno tutti medici dell'ematologia pediatrica.. e secondo me avevano capito tutto fin da subito! al che mi ricoverano per una settimana per tutti gli accertamenti vari  tra cui anche la biopsia di un linfonodo sovra claveare destro, l'aspirato del midollo  e tantissimi esami del sangue per controllare la VESS e il livello di GB che erano aumentati in modo pazzesco.
il  ricordo  più importante che mi salta in mente è stato il primo impatto che ho avuto con il reparto di ematologia pediatrica: sono entrata e non capivo ancora bene perchè dovessimo entrare con le mascherine piuttosto che non i copri scarpe e non più di due persone al giorno in stanza durante l'orario di visita ( cose che andando avanti con i mesi ho compreso fin troppo bene!), vedevo tutti questi bambini senza capelli che giravano per i corridoi con la flebo di infusione nel braccio, con i papà e le mamme dal viso stanco di chi sta quasi per uscire da quei due terribili mesi di reclusione in reparto  dopo il trapianto di midollo  e cominciavo a farmi mille domande.
ho cominciato a pensare: c'è gente che sta peggio di me eppure non riesco a smettere di lamentarmi delle stupidaggini.
più passavano i giorni, più cominciavo a capire che avevo qualcosa nel mio organismo che non andava, e più mi convincevo del fatto che dovevo essere forte. per me stessa. dovevo cercare la vita che sta dietro al dolore, e non il contrario.
 insomma, verso il 20 aprile vengo dimessa in attesa del referto degli esami e ricordo bene  che i giorni precedenti alla diagnosi sono stati i più brutti della mia vita! vivevo nell'ansia costante che l'ospedale chiamasse, finchè un giorno, il 28 aprile scorso, arriva la chiamata dall'ospedale: devo andare insieme ai miei genitori a parlare con la dottoressa.
 "Linfoma di Hodjkin" il responso arriva troppo, troppo violentemente e inaspettatamente soprattutto! cominciano a parlarmi  delle terapie che affronterò e delle conseguenze ( guardo i miei bellissimi riccioloni con lo sguardo di chi sa che da li a 3 settimane spariranno).
e me ne torno a casa un po così.. triste, incazzata con la vita e senza ancora avere realizzato del tutto quello che mi stava accadendo!
la prima cosa che ricordo di aver fatto è stata quella di chiamare le mie due migliori amiche: erano in lacrime  e non riuscivano proprio a credere che ad una persona tanto brava e giovane come me potesse succedere una cosa del genere! ma io ero più forte di loro! si. le ho rassicurate, loro e i miei compagni di classe; perchè ho l'anima che combatte! e non mi sarei di certo lasciata sconfiggere da qualcosa di apparentemente più grande di me.
e così la sera me ne vado a letto, sconvolta per la giornata ma con la consapevolezza che sarei stata in procinto di combattere ( e vincere) la battaglia più grande della mia vita!






reade more... Résuméabuiyad